Pioppino

COMMESTIBILITÀ Eccellente.
CARNE Bianca, ma di colore scuro sul gambo ed alla base di questo.
SAPORE Mite, molto aromatico.
ODORE Caratteristico, ma di difficile descrizione; alcuni autori lo avvicinano al lievito o al “profumo di vecchie botti da vino”, altri ancora al “formaggio stagionato” oppure alla “pasta del pane”.
ABBINAMENTI Alla cottura sprigiona un profumo intenso, percepibile anche a distanza. È possibile conservarli anche sott’olio ma i pioppini sono particolarmente adatti ad essere consumati in zuppe, risotti e sughi per la pasta ma lasciate interi gli esemplari, in quanto con la cottura tendono a ridursi notevolmente.

Descrizione

Il Cyclocybe aegerita (dal greco aigeros = pioppo, per il suo habitat preferenziale), volgarmente conosciuto come Piopparello oppure Pioppino, è uno dei più gustosi, profumati ed apprezzati funghi  commestibili. Il cappello è inizialmente di un marrone scuro, via via sempre più chiaro, anche molto pallido, ma quasi sempre con tonalità appena più scura verso il centro. Può arrivare a 14 cm di. Le lamelle sono fitte e di colore bianco-beige, poi grigio-brunastro ed infine color tabacco per le spore mature. Il gambo è molto variabile per diametro ed altezza, generalmente slanciato soprattutto negli esemplari giovani, fibroso e consistente, da bianco a brunastro.

Nome scientifico: Cyclocybe aegerita
Nome volgare: Piopparello o Pioppino

CALORIE 15,1 kcal
PROTEINE 2,1 g
CARBOIDRATI 0,1 g
ZUCCHERI 0,1 g
GRASSI 0,7 g
SATURI 0,15 g
MONOINSATURI 0,20 g
POLINSATURI 0,38 g
COLESTEROLO 0 mg
FIBRA ALIMENTARE
6,8 g
SODIO 5 mg

Sono alimenti estremamente ipocalorici, ovvero che forniscono pochissima energia. Le calorie provengono soprattutto dalle proteine, comunque scarse e dal valore biologico poco interessante. Per contro sono ricchissimi di acqua e fibre alimentari. Sono alimenti idonei alla dieta contro l’ipertensione, poiché poveri di sale ricchi di potassio. I funghi chiodini possono anche rientrare tranquillamente nella dieta contro l’obesità, il diabete, l’ipertrigliceridemia e l’ipercolesterolemia.